Da Capo al Fine

Siamo finiti in tv

Siamo finiti in tv. Raidue, Galatea. A notte fonda, ma ci siamo finiti. Un servizio sul podcasting. Marco a spiegare cos’è, Giovanna a spiegare perché. E c’è finita anche A Scuola di Piano.

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4 Commenti

    Il Servizio televisivo sul Podcasting in Italia di Galatea è stato eccellente! Lo stile della trasmissione ne ha esaltato i sapori e finalmente qualcuno ci ha presentato in prima persona i pionieri italiani di questa attività tutta da sviluppare e scoprire.
    Complimenti allo staff di “dacapoalfine.it” per l’importante contributo.

  • Purtroppo non ho visto il servizio, sospendo per questo il giudizio da un punto di vista qualitativo; so solo di non essere stato interpellato come “pioniere” di un certo modo di far podcast; non sono assolutamente interessato a farne un caso o peggio ancora una “picca” (fare le picche, in toscana si dice) personale, figuriamoci; mi chiedo solo come funzioni il lavoro di una redazione; generalmente dovrebbe essere un movimento che da questa va verso i soggetti interessati non viceversa. Se su google provate a fare un tentativo di ricerca alla Parola podcast: http://www.google.it/search?hl=it&q=podcast&btnG=Cerca+con+Google&meta=lr%3Dlang_it scegliendo la rete italiana http://www.impostore.it/podcast compare o tra i primi 10 risultati (prima pagina) o massimo al 13mo risultato (seconda pagina). La mia sensazione è che il movimento (pelvico) tipico di questo paese, si riproduca in più di una circostanza, ovvero i soliti soggetti con i contatti giusti (non mi rifierisco a da capo al fine) che anticipano la via della ricerca, il lavoro di una redazione e cosi via. I cavalli che magnano e giocano a dadi con la legge, non sono solo quelli del cavaliere. :-)

  • Ritengo non sia il caso di vedere streghe ovunque. Google non è l’unico criterio di classificazione di tutto ciò che si muove sulla faccia di questa terra. Da Capo al Fine pubblicava il suo primo podcast il 28 gennaio 2004, quando molti non sapevano nemmeno cosa fosse il podcasting. Eppure molti mezzi di informazione che nel corso di questo tempo si sono occupati del fenomeno ci hanno totalmente ignorato. Non ne abbiamo fatto un caso. Ne abbiamo preso serenamente atto e, anzi, ne abbiamo tratto degli spunti per continuare a migliorare.

  • figuriamoci! d’accordissimo, nessuna strega. Impostore e recentemente indie-eye podcast (http://indie-eye.blogosfere.it) lavorano con un carburante che è quello della collaborazione stretta con chi la musica la fa, con risultati e intenzioni molto precise. quello è l’unico dispositivo di produzione dell’informazione (parola che detesto) che mi interessa. La mia era solamente una considerazione di metodo; il rischio oggi è che in un panorama dissipativo (in accezione del tutto positiva) come quello del podcast ci siano delle strane tentazioni normative nel creare una scena o uno “scenario”. Certo nanopublishing è il veicolo di queste tentazioni normative. Ma ne possiamo riparlar ein altra sede; complimenti a da capo al fine :-) come sempre .

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