Da Capo al Fine

Il Musices Liber Primus di Diego Ortiz in podcasting

«E’ il 1565, la laboriosa tipografia veneziana di Antonio Gardano si prepara a spedire una cassa di libri appena stampati. La nave salpa all’alba, con destinazione Napoli: Principe Don Pereffano Ribera, Duca di Alcala e Marchese di Tariffa, Vicerè Valorosissimo del Regno di Napoli. La cassa contiene la musica che Diego Ortiz di Toledo, Maestro della Cappella Regia nel medesimo Regno di Napoli, ha composto con passione». [continua...]

Questo l’inizio della suggestiva narrazione che il maestro Marco Mencoboni ci offre dell’arrivo a Napoli della raccolta di musica sacra composta da Diego Ortiz, maestro di cappella presso la corte del viceré spagnolo a Napoli e ad esso esplicitamente dedicata (ad illustrissimum eundemque clarissimum principem Don Peraffanum Ribera, Alcalae Ducem)

Se vuoi saperne di più fai clic su “continua” e soprattutto ascolta in podcasting il maestro Mencoboni mentre approfondisce alcuni interessanti, inediti dettagli della vita e delle opere di Diego Ortiz. Sottoscrivi il feed, clicca qui per scaricare il podcast, oppure premi il pulsante Play del lettore multimediale [36,6 Mb].

Un particolare ringraziamento a E Lucevan Le Stelle soc. coop. che ha gentilmente autorizzato la pubblicazione di tutto il materiale.

 
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3 Commenti

    Non conoscevo Diego Ortiz, ma soprattutto non conoscevo il Maestro Mencoboni e gli esecutori. Veramente grandiosi negli sprazzi di musica antica che si ascoltano nel podcast! Ortiz da scoprire, anche se ammetto che le “diminuzioni mediterranee” mi suonano quasi blasfeme nel canto gregoriano… Ma saranno gli strumenti, o i cantanti (eccezionali), o l’armonia struggente della viola da gamba, però queste esecuzioni sono veramente intense e bellissime. Dov’è il CD?

  • In risposta al signor Paolo, che ringrazio per il suo piacevole intervento, vorrei solo far presente che le cosiddette “diminuzioni mediterranee” non sono state applicate al canto gregoriamo ma alla prassi del falso bordone. Questa prassi, tipicamente rinascimentale, non è monodica ma polifonica (4 voci nel caso di Ortiz) ed è sostanzialmente molto legata alla pratica dell’improvvisazione. Forme di falsobordone sono oggigiorno ancora in uso nella musica popolare delle isole mediterranee come la sardegna e la corsica. cordiali saluti MM

  • Grazie, Marco, per avermi segnalato questo sito così interessante!
    Patrizia

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